Retina.it
electro - audio/video live set
KA:LU
audio/video installation
Gamino Deep Down
djset
Digital media ed evoluzione delle pratiche di produzione/consumo culturale.
with
Daniele Pitteri
Nello Barile
Vito Campanelli
Bertram Niessen
mod
Pietro Riparbelli
audio/video live performance
When the Clouds
folktronica/postrock - live band
Raffaele Mariconte
djset
Spazi Liminocentrici: produzioni artistiche in zone marginali
with
Gaetano Carboni
Viviana Checchia
Daniele Lupo
Leandro Pisano
Patricia Pulles
mod
Angela Serino
Leandro Pisano è un curatore impegnato in diversi progetti ed eventi concernenti l’aspetto estetico dei nuovi media e delle nuove tecnologie. E’ attivamente coinvolto anche nell’ambito dello sviluppo di strategie ICT per le aree interne e rurali.
E’ fondatore e direttore artistico del festival internazionale di new arts Interferenze, evento che dal 2003 ha luogo nel meridione d’Italia e lavora a progetti ed eventi che riguardano le arti elettroniche, come Mediaterrae Vol.1 (2007), Province Digitali (2005/2007) e Sentieri Barocchi (2010).
Ha tenuto in diverse parti del mondo presentazioni, conferenze e workshop nel corso di eventi legati all’estetica dei nuovi media ed all’interaction design (IST 2010, Tokyo; Doors of Perception 9, New Delhi; ISEA2011 Istanbul; ISEA2010 Ruhr, Dortmund; Dott07, Newcastle; Offload festival, Bristol).
E’ giornalista, collabora attualmente con riviste specializzate come Blow-Up ed ha collaborato negli anni scorsi con Neural, Textura.org, Exibart e Nero Magazine.

Dopo aver lavorato al Centraal Museum di Utrecht, SKOR (Fondazione di arte e spazio pubblico) e al museo Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam in qualita' di "Stadsconservator", nel 2008 Patricia Pulles si e' trasferita a Napoli, dove ha ideato a curato "Il Ventre di Napoli" (2008 - 2010). Il progetto - che prende ispirazione da una serie di articoli scritti dalla scrittrice Matilde Serao a difesa del centro storico di Napoli ("Il Ventre di Napoli", 1884) - e' stata una rilettura del contesto urbano di Napoli e della sua immagine di citta' multietnica ad opera di un gruppo di artisti e operatori della cultura con base a Rotterdam quali: lo scrittore Mohammed Benzakour, la regista Parisa Yousef Doust, lo studio grafico Ben Laloua/Didier Pascal e gli artisti Rossella Biscotti, Libia Castro & Olafur Olafsson, Ronald Cornelissen, Katarina Zdjelar e Maziar Afrassiabi.
Dopo la mostra conclusiva del “Ventre di Napoli”, la ricerca curatoriale sulla citta' di Napoli della Pulles continua con il Progetto Colore e l'organizzazione dei research visits degli artisti olandesi Yeb Wiersma, Hans Wilschut, Emily Bates e Charlotte Dumas.
Pollinaria opera dal 2007 come azienda agricola biologica, attenta alla conservazione e al sostegno della biodiversità, e da subito integra alle attività agricole programmi di ricerca per artisti. Il principio costituente di Pollinaria risiede nella visione di una profonda rigenerazione rurale, da attuare attraverso la coesione organica e creativa di arte, scienza, agricoltura e altri campi di azione. L’Abruzzo, per lungo tempo terra di pastori e dalla tradizione secolare di economia rurale, è parso il contesto ideale per sviluppare un simile intento.
L’identità di Pollinaria è influenzata dalla concezione stessa dell’artista in termini di studioso e inventore. Un artefice del futuro capace di coltivare un sapere universale e dare forma a modelli che possano essere applicati anche a livello pratico. I progetti promossi da Pollinaria affermano un pensiero fondato sull’integrazione di arte e scienza, manifestano tutti una forte componente emozionale e si pongono come fattori di sviluppo della vita umana in armonia con l’ambiente.
La ricerca in campo artistico, agricolo e ambientale viene promossa da Pollinaria come elemento sostanziale per la creazione di un nuovo archetipo rurale.
Tra gli artisti partecipanti al percorso di Pollinaria: Mira Calix, Nikola Uzunovski, etoy, HeHe, Futurefarmers, Agnes Meyer-Brandis.
Vessel è uno spazio non profit indipendente dedicato all’arte contemporanea con sede a Bari. E’ un contenitore dinamico che intende costruire un ponte artistico e sociale tra il territorio pugliese e l’area del bacino del Mediterraneo, il Centro e l’Est Europa. La sua attenzione è focalizzata sui meccanismi esistenti in questo preciso momento in tali aree geografiche allo scopo di metterli in relazione tra loro per generare forme culturali inedite.
L’obbiettivo è quello di dar vita a situazioni in cui il confronto, l’interazione e il processo creativo possano mettere in atto modelli di condivisione del sapere che permettano di superare il concetto di fruizione dell’arte, e che vedano nella partecipazione lo strumento chiave per la produzione di nuove forme espressive. Nel suo primo anno di attività, vessel ha attivato il progetto Motore di Ricerca che ha visto la creazione di un centro di ricerca e di documentazione fisico e digitale, una residenza internazionale per curatori, un ufficio di supporto alla progettazione autonoma e una project room.
Lungomare è un progetto ed uno spazio espositivo per la cultura e la progettazione, fondato nel 2003 dai designer Angelika Burtscher e Daniele Lupo. Lungomare ricerca e sperimenta nei suoi progetti un terreno di incontro tra design, architettura, urbanistica, arte e teoria, ponendo queste in uno sguardo critico. Le forme di rappresentazione e di comunicazione si adattano di volta in volta agli interrogativi sollevati e variano dalle discussioni ai simposi, dalle pubblicazioni alle mostre, fino ad includere interventi nello spazio pubblico.
Il programma di Lungomare si pone come obiettivo quello di percepire, interpretare ed indagare la cultura e la progettazione nella loro molteplicità; le interdipendenze dei due concetti vengono indagate nei loro contesti fisici, sociali e politici. Le questioni poste nei progetti e le modalità di lavoro divengono istanze critiche; designer, architetti e artisti assumono in questo contesto una responsabilità essenziale per un agire nei confronti della nostra attuale realtà sociale.
Dal 2008 Lungomare non opera più soltanto all’interno del proprio spazio a Bolzano, ma sviluppa i propri progetti anche in altre città, intessendo scambi con altre istituzioni e persone.

Si è Laureato in Sociologia indirizzo “Comunicazione e mass media” presso la Facoltà di Sociologia di Roma, “La Sapienza”. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienze della Comunicazione sotto la tutela del Prof. Alberto Abruzzese presso la Facoltà di Scienze della comunicazione della medesima Università. Ha insegnato Comunicazione audiovisuale presso la Link-Campus Univesrity of Malta e Organizzazione della moda presso Scienze Umanistiche dell’Università “La Sapienza”. E’ stato Direttore editoriale della rivista scientifica C:Cube. Cultura.Comunicazione. Consumo e ha svolto una ricerca finanziata dal CNR su “Made in Italy come metabrand”. In IULM ha esordito con l’insegnamento in Cambiamento sociale e consumi culturali e attualmente insegna Introduzione ai media e sociologia dei processi culturali nel Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche e comunicazione d’Impresa. Nella stessa Università coordina da 5 anni il Master in Management dei processi creativi.
Bertram Niessen è un artista elettronico, insegnante e sociologo. Insegna teorie, metodologie e tecniche della performance audiovisiva alla NABA di Milano, alla LABA di Brescia e in altri seminari e corsi per l'Italia con il gruppo di performance audiovisiva Otolab. Ha ottenuto un PhD in Studi Urbani Europei presso l'Università Milano-Bicocca (UNIMIB); la sua ricerca in sociologia urbana investiga i rapporti tra città, economia creativa e processi d'innovazione sociale. Si occupa da anni di strumenti avanzati per la ricerca qualitativa. Adesso è un ricercatore post-doc all'Università di Milano e ricerca su open production, co-design, mass customization, innovazione sociale, p2p economy, makers culture e nuove frontiere della produzione collaborativa. E' membro di EDUfashion e dell'open brand Openwear.

Retina.it è Lino Monaco e Nicola Buono. Nato dall'evoluzione di quanto seminato e raccolto con il sodalizio con Rino Cerrone, noto DJ partenopeo, il duo si è affermato nel corso degli anni, per la capacità di creare un percorso autonomo nell'elettronica contemporanea d'ascolto: nessuna sudditanza da modelli europei, capacità compositiva che evita le secche di quanto ormai ampiamente ascoltato, meditato e analizzato in ambito contemporaneo: nè electro nè glitch. Tre CD all'attivo: "Volcano.waves.1.8". inciso nel 2001 per la Hefty che propone una deriva elettronica fluttuante, sapientemente leggera, mai scontata. Segue nel 2004 il secondo CD, semplicemente intitolato Retina.it, che riesce a mettere a fuoco ancora di più l'indiscutibile talento dei due musicisti di Pompei: un disco che raccoglie e distilla le intuizioni della prima opera. L'attenzione di chi ascolta viene catturata dalla prima all'ultima traccia. L'ultimo CD, "Randomicon", è datato 2011 e viene accolto dalla stampa specializzata come l'approdo ideale di un percorso pluriennale caratterizzato da una tensione costantemente improntata al raggiungimento di una personale estetica, ricercata e sapiente. Il nuovo disco è la conferma di un percorso e di un linguaggio in continua evoluzione, espresso con uno stile riconoscibile e sempre nuovo in cui si ritrova il condensato di due decenni di IDM ed elettronica sperimentale, dalla Warp alla prima techno minimalista, mutato e trattato come da alchimisti in visita da universi paralleli.

Carmine Minichiello è musicista, producer e titolare del Q-ZONEstudio, che ha ospitato, si può dire, tutte le principali formazioni musicali underground delle provincia e non solo. Ex membro dei MOUproject, band con la quale vince nel 2002 il festival Arezzo Wave. oggi è membro di JAMBASSA, duo di producers con cui pubblica e.p., rmx e tracce su svariate compilations che gli consentono di girare live oltre che in Italia anche in varie città europee. Ha collaborato alla realizzazione di eventi legati all’arte elettronica, tra cui MEDIATERRAE vol. 1 e FLUSSI – digital transitions. Inoltre è A&R (Artists and Repertoire) per AQUIETBUMP, net–label irpina dedita al dub e che viene attualmente identificata come una delle label on-line più influenti del panorama net-audio.
Raffaele Mariconte è ingegnere acustico che si occupa di ricerca, consulenza e formazione nell’ambito dell’acustica, rumore e vibrazioni. È esperto delle tematiche legate all’ingegneria del suono ed ha tenuto workshop sulla sintesi sonora. Da diversi anni è nello staff del festival internazionale di new arts Interferenze come supporto tecnico e saltuariamente lavora come tecnico del suono per eventi live o dj. Dopo aver curato per diverse edizioni del festival Six Day Sonic Madness le selezioni musicali, presenta in questa occasione al pubblico di Cultivar un djset dal sapore late 90s
When The Clouds è il solo project del musicista, produttore Francesco Galano. Dopo studi artistici a Firenze, Francesco, tornato a Salerno, la sua terra natale, sente l'esigenza di dar vita ad un progetto che rappresenti la sintesi del suo percorso musicale, percorso iniziato già in adolescenza con la collaborazione in diversi progetti poi col tempo focalizzatosi sulla composizione di musica in una dimensione più intima e solitaria. Nel 2007, nel suo studio, comincia a lavorare a una serie di tracce dove l'utilizzo dell'elettronica si fonde al suono di strumenti acustici creando composizioni dal forte impatto emotivo. Francesco subisce fortemente il fascino dei paesaggi della sua terra che, ora nel presente, ora nel ricordo, trovano spazio nell'atmosfera dei suoi brani le cui strutture alternano momenti di quiete ad esplosioni strumentali seguendo una struttura narrativa estremamente suggestiva e cinematografica. È da questi brani che nasce When The Clouds. Già nei primi tempi il progetto riceve molti consensi sul web benché non vi sia ancora nessuna uscita ufficiale. Nel 2009 firma con l'etichetta statunitense Drifting Falling per la pubblicazione del suo debut EP dal titolo The Longed-For Season, edito da Fridge e distribuito in italia da GoodFellas. L'Ep contiene 6 traccie intermente composte, eseguite e prodotte da Francesco nel suo studio. Le caratteristiche dei brani sono l'utilizzo di un set definito di strumenti acustici come il piano rhodes, chitarra, basso, archi ,mellotron, glockespiel e diamonica che si muovono su intricate tessiture di suoni concreti, glitch e noises che diventano struttura ritmico/percussiva dei brani. Le principali influenze vanno dalla folktronica nordeuropea (Efterklang, Mùm) al post rock strumentale (Godspeed You! Black Emperor, Mogwai, Explosion in the sky) passando per il minimalismo dei compositori contemporanei come Nyman e Glass.

Daniele Pittèri è un esperto di comunicazione che dai primi anni Ottanta si occupa di pubblicità, comunicazione strategica, industria culturale e media events. Dopo aver lavorato per circa un decennio nell'organizzazione di grandi eventi culturali, inizia un percorso professionale che lo conduce da un lato ad agire nel mondo della comunicazione d'impresa, dall'altro ad impegnarsi nella ricerca universitaria, insegnando comunicazione prima a La Sapienza (1997-2004) e successivamente e a tutt'oggi alla Federico II di Napoli. E' autore di numerose pubblicazioni.
Angela Serino, curatrice d'arte. Nata a Benevento, ha studiato in Toscana (Universita' di Siena) e ad Amsterdam (De Appel Curatorial Program), dove vive e lavora.
Del suo lavoro dice:
"Mi piace pensare alla figura del curatore non solo come colui che facilita e si prende cura del lavoro degli artisti, ma anche e soprattutto come a un mediatore (tra opere d'arte e pubblici, tra istituzioni ed artisti) e a un attivatore di pensiero.
Nel mio lavoro cerco spesso di creare una situazione in cui a partire dalle opere dell'artista si aprono letture diverse della realta', altre possibilita' che possono eventualmente orientare/ispirare azioni personali e collettive.
Per tutto questo non vedo il lavoro curatoriale come un'azione singola o un processo compiuto in solitaria, anche se questo non vuol dire rinunciare alla propria autorialita' e responsabilita'."
Della sua vita di immigrata pensa:
"Penso che per molte persone della mia generazione non si tratta di scegliere una vita da emigrante come un destino definitivo che esclude l'appartenenza ad altri posti. Viviamo piuttosto questa condizione dell'essere tra due o piu' luoghi o nazioni come una moltiplicazione di riferimenti di ordine affettivo e culturale necessari per crescere; e come una possibilita' di acquisire strumenti per agire nel nostro tempo.
In senso generale, credo che ognuno prenda da, e dia a luoghi diversi: quello di origine, dove risiede per lungo o poco tempo, quelli che attraversa quotidianamente (e che possono anche rimanere gli stessi nel corso della vita). I fattori piu' importanti sono forse l'intensita' con cui si vive quel posto e il sentirsi partecipi o meno della sua storia in quel momento."
Ha parlato di liminocentrico perche':
"Ho usato liminocentrico perche' credo nella fluidita' e porosita' dei binomi tradizionali centro/periferia, locale/globale e perche', piu' semplicemente, lavoro e lavoriamo con uno sguardo strabico, che guarda per meta’ a una dimensione dell’ultra locale e con l’altra all'Europa e al mondo."
Mostre e progetti curati su invito di istituzioni pubbliche e spazi privati (selezione): "Guido van der Werve", galleria Monitor, Roma (2005); "Mercury in Retrograde", De Appel, Amsterdam (2006); "Catalyst" (mostra, pubblicazione e programma di residenza per artisti), co-curato con T.Giblin, De Brakke Grond, Amsterdam (2006); "Beauty Unrealized: personal universe seeking a form" PSWAR ad Amsterdam (2006-2007); "Ursula Mayer", Impakt Festival/Centraal Museum, Utrecht (2007); "Contemporary Passages: temporary roots and interweaving paths" TENT., Rotterdam (2007). Nel 2009 ha curato il progetto di residenza per artisti RED A.i.R./Redlight Art Amsterdam promosso dal Comune di Amsterdam, Stedelijk Museum Bureau Amsterdam, De Key/Principaal and Kunstenaars&Co. Dal 2010 e' affiliata a Kunsthuis SYB, residenza per artisti in Friesland.
Vito Campanelli, teorico dei nuovi media, ha dedicato la propria ricerca all’immaginario tecnologico. Svolge un’intensa attività di pubblicista, è socio fondatore di MAO - Media & Arts Office ONLUS ed è promotore e curatore di eventi nell’ambito della cultura e dell’arte legate ai nuovi media.
Tra le sue pubblicazioni: Remix It Yourself (Bologna 2011); Bauman, Giddens e Maffesoli. Tra moderno e postmoderno (Milano 2011); Cultura e nuovi media. Cinque interrogativi di Lev Manovich (Napoli 2011), con Danilo Capasso; Web Aesthetics (Amsterdam/Rotterdam 2010); Internet Landscapes (Napoli, 2009); L’arte della Rete, l’arte in Rete (Roma 2005).
Durante questo talk, focalizzato sui nuovi mezzi di comunicazione, verranno presentati una serie di concetti connessi all’utilizzo dei media digitali ed alla nuove dinamiche di produzione/consumo di cultura e creatività. Un’utile occasione per aggiornarsi e riflettere su questioni, a volte poco chiare, che toccano il nostro rapporto con la tecnologia e influenzano in modo diretto l’agire quotidiano.
Liminocentrico (da limen, soglia + centrum, centro) indica la peculiare proprietà di un oggetto in cui le comuni nozioni di centro e margine sono indistinguibili o equivalenti.
Impiegato solitamente in topologia matematica, piu' di recente liminocentrico e' stato usato in campo umanistico dal semiologo Paolo Fabbri, per descrivere la particolare relazione tra centro e periferia che si realizza come un processo dinamico e trasformativo, che cambia cioe' nel tempo e a seconda del punto di vista che si adotta.
Un monumento costruito nella piazza principale di una citta’ ha un significato e una “importanza” che sono funzione della centralità del luogo. Una città, però, subisce continue trasformazioni nel tempo, e può darsi che un luogo perda la sua centralita' nella fruizione dello spazio pubblico: con ogni probabilità, un simile cambiamento avrà un effetto anche sul monumento che ospita, che diventerebbe a sua volta marginale, senza perdere la sua carica identitaria.
Possedendo entrambe le caratteristiche di centro e periferia, questo monumento e’ diventato di fatto liminocentrico.
Come chiarisce questo esempio, la relazione centro-periferia tra oggetti, cosi’ come tra luoghi non e’ statica e definitiva ma, al contrario, e' un rapporto esposto a continui cambiamenti che “va studiato non in stasi, ma in processo” (P.Fabbri).
In questo incontro useremo la nozione di liminocentrico come strumento/metafora per parlare delle relazioni tra contesto locale e internazionale, tra luoghi centrali e periferici al giorno d'oggi. In modo consapevolmente provocatorio, vogliamo provare a immaginare una possibilità uguale e contraria in cui e' un luogo percepito come marginale a diventare centro: possono l'arte e la cultura fungere da elementi propulsori di un simile processo? Quali nuove relazioni di senso e visioni della realta’ genera questo cambiamento di prospettiva?
Parleremo di centro-periferia e del ruolo dell’arte nell’attivare nuovi equilibri insieme a curatori e professionisti del mondo dell'arte che lavorano in zone marginali e diverse come Napoli, Bari, Bolzano, la campagna abruzzese e quella campana. Attraverso il racconto delle loro iniziative proveremo a capire come si sfidano tradizionali modi di pensare il binomio centro e periferia, quali sono i punti di scontro o le eventuali sinergie. Il lavoro dei curatori invitati e i progetti da loro realizzati in situ con artisti italiani e stranieri sono gli esempi attraverso cui considereremo le possibilita’ di questa nuova geografia. (AS)